Giada

Giada, 24 anni. Ballerina e performer.

Quello che ho scelto non è un percorso semplice: ci sono poche opportunità e tanta concorrenza. Uno dei problemi più seri di questo settore è che spesso gli ingaggi non sono pagati. All’inizio mi è capitato di dire alcuni sì per fare gavetta, ma adesso è una cosa che non intendo più accettare.

Per far fronte alle difficoltà io e alcune compagne di accademia abbiamo creato un gruppo, Nuances, e proprio nel momento in cui è arrivato il Covid stavamo iniziando a ingranare, ottenendo sempre più proposte di collaborazione.

A causa della pandemia, all’improvviso ci siamo trovate a dover stare a casa. È stata molto dura a livello emotivo e lo è stato anche a livello fisico perché stando ferma ho perso tutto il tono muscolare. All’inizio provavamo a ballare e a realizzare video a distanza, ma a un certo punto mi sono sentita scoraggiata e ho perso la forza di reagire. Per noi ballerini le cose si stanno muovendo solo adesso, è come se avessimo letteralmente perso un anno di vita.

Questo periodo mi è servito per fare un punto della situazione: mi sono resa conto di molte debolezze che ho e che devo affrontare se voglio fare un lavoro che mi mette sempre davanti a incertezze. Mi farò in quattro, ma voglio almeno provarci.