Francesco

Francesco, 46 anni. Libraio e curatore.

Abbiamo aperto la libreria Mittel a dicembre 2019 e pochi mesi dopo, a causa dell’emergenza sanitaria, siamo stati costretti a chiudere. In quel periodo mi sentivo spesso con un amico scultore e insegnante; a entrambi era parso che i primi rami ad essere tagliati fossero la scuola, i cinema, i teatri, la musica dal vivo, la cultura. Sono stati tagliati i canali che rendono umano l’uomo: in nome della salvaguardia biologica prima, ed economica poi, tutto quello che fa dire dell’uomo di essere un uomo è stato sacrificato immediatamente.

La scorsa estate, dopo i mesi di lockdown, Mittel ha vissuto un momento speciale: abbiamo realizzato molti progetti e delle rassegne di musica live. Era spontaneo il gesto di ritrovarsi e proporre delle idee che hanno attecchito subito.

Quest’estate, dopo un anno di distanziamento, c’è più dispersione. È più difficile concretizzare le idee perché tutto è rimandato a un domani, si ha sempre la paura di non riuscire a portarle a termine.

Tenere desta la fiamma delle persone è un compito delle librerie: non vendiamo materiale per intrattenimento colto, i libri dovrebbero funzionare come bussole, come mappe, come strumenti per orientarti nel tuo tempo e nella tua epoca.